La heatmap per rivelare ciò che i tuoi utenti leggono + Risorsa FREE

Cosa distingue i siti web di successo dagli altri?

RISPOSTA: Principalmente la loro usabilità e quanto sono utili a chi li visita.

La “bellezza”, intesa dal punto di vista strettamente estetico, non sta alla base del web design, ma sarà il risultato di un lavoro che nasce dallo sforzo di capire come gli utenti interagiscono, o potrebbero interagire, con le pagine.

La progettazione web unisce strategicamente tutto quello che è collegato all’aspetto visuale, alle funzionalità e ai contenuti, per coinvolgere gli utenti del sito e fidelizzarli, secondo alcuni principi di progettazione che restano validi nel tempo (e non solo per quanto riguarda le pagine internet). Se vuoi diventare un web designer, questi elementi ti diventeranno familiari; se sei un cliente alla ricerca di un professionista che realizzi il tuo sito,saprai cosa deve esserci nel bagaglio del partner che sceglierai.

Qualità e credibilità: se una pagina fornisce contenuto di qualità, chi la visita sarà incline a soprassedere a una grafica un po’ datata o a foto non perfette; questo è uno dei motivi per cui ci sono siti che continuano ad avere successo negli anni, nonostante non seguano del tutto le buone pratiche di web design più recenti.

Heatmap di una pagina web: dal rosso al verde viene evidenziato dove si concentrano i click

Scansione, non lettura: gli utenti identificano alcuni punti di riferimento nelle pagine dai quali si lasciano guidare, in maniera non lineare, per l’esplorazione del sito. Questi punti individuano dei percorsi, che possono essere evidenziati da tool appositi, che li mostrano sotto forma di heatmap o linee di tracciamento.

Contenuti originali e validi: le informazioni che vengono percepite come autorevoli e di qualità restano valide nel tempo, anche per i motori di ricerca.

Gli utenti non hanno pazienza. Se un sito non incontra le loro aspettative, va esaminato alla ricerca del punto in cui ne escono. Se scopriamo che le persone paiono girare senza meta prima di uscire, controlliamo se i menu e i percorsi di navigazione sono sufficientemente chiari; maggiore è lo sforzo cognitivo richiesto nella navigazione, più è probabile che i visitatori cerchino le stesse cose altrove.

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Intuizione Vs ragionamento: un web designer usa le sue conoscenze, le buone pratiche, l’esperienza per progettare un sito che poi le persone visiteranno seguendo l’istinto. Capirlo e assecondare il flusso che gli utenti vogliono seguire può voler dire vincere la sfida coi concorrenti.

Dice Steve Krug (architetto dell’informazione e autore di “ Don’t Make Me Think: A Common Sense Approach to Web Usability”): “Se troviamo qualcosa che per noi funziona, continuiamo a usarlo. Non ci interessa capire come funziona, finché siamo capaci di utilizzarlo”.

All’utente interessa trovare ciò che cerca, non sperimentare i vari modi con cui può trovarlo.

Prevedibilità o sorpresa? Gli utenti vogliono avere il controllo su come navigano e preferiscono che le informazioni siano presentate in maniera coerente nelle varie parti del sito; ad esempio, non amano le finestre pop-up e, in genere, elementi che appaiono all’improvviso: ne va tenuto conto, ad esempio, quando si decide di far aprire i link in una nuova finestra, perché in quel caso non si potrà usare il “Back” per tornare dove si era prima.

L’efficacia dell’ovvio: la home page di un sito deve spiegarsi da sé: chi visita il sito non deve aver bisogno di domandarsi dove cliccare. Se la navigazione non è intuitiva, lo sforzo cognitivo per capire come spostarsi da un punto all’altro aumenta, fino a risultare eccessivo e portare l’utente ad abbandonare la pagina.

Quanto ci vuole perché succeda? Sempre meno del previsto…

Nel web design, la strada più corta è sempre la migliore: meno azioni sono richieste, più è probabile che un utente sia incuriosito da quello che proponiamo. Nessuno riempie volentieri form lunghissimi per registrarsi a qualcosa che non conosce; voler forzare le persone a condividere i propri dati senza far capire cosa avranno in cambio è, in genere, controproducente, e gli utenti non utilizzeranno il sito comunque.

Attenzione… Concentrazione! Alcuni elementi, come il movimento e il cambiamento di colore, attirano l’occhio più di altri. Ad esempio, i banner video pubblicitari spesso risultano fastidiosi, ma dal punto di vista marketing fanno proprio ciò che devono: catturare lo sguardo dell’utente. Il cervello farà il resto, immagazzinando quelle brevi informazioni che potranno essere richiamate alla memoria in futuro.

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Parte “above the fold” di una landing page che ha funzionato molto bene

Dare la pappa pronta. A volte critichiamo delle pagine web che utilizzano dei richiami visuali forti (pulsanti grandi, numeri evidenti per guidare passo passo…) per far compiere un percorso agli utenti, perché non ci sembrano abbastanza raffinate esteticamente. Però sono sistemi che funzionano, perché guidano il visitatore in maniera chiara e inequivocabile.

Ottimizzare non significa soddisfare: importantissima la SEO, perché i motori posizionino al meglio i nostri siti quando gli utenti effettuano delle ricerche ma, quando il visitatore atterra sulla nostra pagina, siamo stati abbastanza in gamba da progettarla in maniera da soddisfare l’esigenza di chi ci arriva nel modo più semplice e intuitivo possibile?

Hai un sito e-commerce o un sito vetrina e vuoi conoscere il comportamento dei tuoi utenti?

Vuoi capire se una sezione del tuo sito è messa in evidenza e raggiungibile facilmente dagli utenti oppure se risulta essere nascosta o non interessante per l’utente finale?

Le heat map (mappe di calore) servono per studiare e capire il comportamento di un utente che visita il tuo sito web; con un’analisi dei click o dei movimenti del mouse su una pagina web potrai scoprire le sezione di una pagina che vengono prese più in considerazione dagli utenti rispetto ad altre.

In questo modo avrai la possibilità di migliorare l’usabilità del tuo sito e gestire in maniera più performante ed efficace la disposizione delle informazioni, mettendo nelle aree più in evidenza agli occhi degli utenti le informazioni più importanti.

Ma come funzionano le heat map? Le Heat map sono dei grafici multicolore che, attraverso l’intensità del colore, rappresentano le aree della pagina più cliccate o con il maggior o minor numero di visite; le zone più “viste” tendono ad avere una colorazione calda (rosso), mentre quelle meno interessanti una colorazione più fredda (blu).

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Ecco un esempio di heat map: in rosso vengono evidenziate le aree più interessanti per gli utenti, mentre sfumando verso il blu si trovano quelle che “attraggono” meno.

ED ECCO IL CONSIGLIO: Se vuoi testare l’efficacia REALE delle Heatmaps in modo Gratuito, ti consiglio questo servizio che vale per un solo sito https://heatmap.me/

Prova a testare per un mese il tuo e-commerce o il tuo blog e poi ti renderai conto di come l’analisi stia cambiando forma grazie alle nuove tecnologie messe a disposizione!!

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Dr.Tamburelli Andrea (CEO di Like-MLM Strategies)

Andrea Tamburelli
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Laureato in informatica, con un master in comunicazione digitale e web marketing ed una specializzazione triennale in Consulenza Retailing.
Specializzato in strategie di vendita e Network Makreting, consulente per numerose startup di successo, contributor per diversi autori d'oltreoceano, per reports, white papers e blogposts.
Dal 2010 Titolare di Like-MLM Strategies, l'unica azienda in Italia con la caratteristica di fornire ad aziende di network marketing o reti di vendita, assistenza software, consulenza startup e fornitura strumenti e strategie di vendita e gestione.
Detentore del brevetto di Like-MLM Diamond, un software con algoritmi speciali per il conteggio ed analisi dei piani compensi per il network marketing.
Fornisce piattaforme e strategie innovative di vendite focalizzate sulla fusione dell'online e della vendita tradizionale.

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